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Old Ways: nell’amicizia il segreto di un grande successo
Accade a volte che sogni a lungo cullati, magari celati da naturale modestia, si realizzino come d’incanto. E’ allora che talvolta sboccia l’arte vera, come sempre avviene quando il desiderio si coniuga alla vita, e la passione alla capacita’ espressiva. E’ iniziata così la favola degli Old Ways. Quattro artisti di fede picena, salpati da lidi musicali diversi, approdano alle eteree sponde dell’universo celtico ma soprattutto s’infrangono stupiti nel reciproco incontro umano, in una riscoperta dimensione amicale sconosciuta all’indifferente mondo musicale provinciale: Giovanna Girolami, squisita sensibilità vocale coniugata ad una voce limpidissima di provenienza lirica suggestiva ed evocativa con la sua arpa celtica e flauto a becco; Alberto Fabiani, strabiliante nei virtuosismi del suo violino, plasmato da una carriera già ricca di importanti referenze concertistiche; Vinicio Ferracuti, coinvolgente nelle melodie e armonie con la sua chitarra classica e Bouzouki Irlandese; Niki Barulli, capace di imprimere alle percussioni spirito ludico e corposità ritmica. I quattro si incontrano sei anni addietro ammaliati dalle atmosfere colte di Loreena McKennit, ma è come se si conoscessero da sempre e da sempre suonassero in ensamble. Prende avvio, così, un irrefrenabile gusto di fare musica, di intessere trame vocali perdute, di inventare nuovi spazi espressivi. Gli Old Ways suonano divertendosi e divertono suonando. Vanno dovunque c’è voglia di musica vera suonata e non campionata, vissuta e non scontata: compaiono in pub travolgendo tutto e tutti con le incalzanti ballate irlandesi, ma anche in spettacoli di piazza, sostenendo l’urto della folla ammaliata dalle suggestioni celtiche, e sale della “musica bene”, sorretta dalla loro purissima qualità artistica. Li interessa tutto ciò che è etnico, cioè popolare, nonché antico, cioè permeato di cultura e tradizione; percorrono la storia a ritroso, facendola rivivere come d’incanto: dalle struggenti ballate gaeliche ai cantici medievali della fede cristiana, dalle odi guerresche dei cavalieri celti ai delicati temi d’amore. Toccano i tasti segreti del cuore umano, quelli che la dominante omologazione culturale oblitera nelle pieghe del conformismo: il desiderio del vero, del buono, del bello. Esprimono ciò che è inesprimibile. Cantano la vita per chi la vita non sa cantare: e accade così che la gente sempre più li cerchi, nel tam-tam serale, per riascoltarli ancora, per rinnovare la magia di un incontro prezioso. Hanno sei anni di intensa convivenza artistica alle spalle, ma dicono di non annoiarsi mai: il loro segreto è l’amicizia, che trasuda da ogni brano suonato, ed il gusto di suonare assieme, perchè la vita è piu’ felice se vissuta con passione intensa. Gli Old Ways ci sono: lunga vita agli Old Ways! |